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Sistemi di pagamento

Dal baratto alla moneta elettronica

L'evoluzione dei sistemi di pagamento è legata a quella della cultura umana e alla storia delle diverse civiltà, allo sviluppo del commercio e dei sistemi di comunicazione.

La prima forma di pagamento fu il baratto, basato essenzialmente sullo scambio di beni materiali. In un secondo tempo, come unità di misura dei beni da scambiare venivano utilizzate ossa, conchiglie e poi pietre e metalli preziosi: da qui a passare alla moneta, il passo è relativamente breve. Una volta introdotta la moneta, la funzione di garante della sua stabilità venne assunta dall'autorità costituita e dai primi cambiavalute.

Verso il quindicesimo secolo nacquero le prime banche, che custodivano monete e preziosi e rilasciavano lettere di credito che permettevano gli scambi. All’inizio dell’Ottocento si passò dalla moneta metallica a quella cartacea. Nella seconda metà del Novecento, l'avvento dell'informatica e della telematica e la conseguente possibilità di organizzare informazioni in formato digitale hanno innescato una vera e propria rivoluzione dei mezzi di pagamento, che ha prodotto come risultati più noti le carte di credito e le carte di debito (bancomat).

Arriva Internet

I sistemi di pagamento utilizzati dalle transazioni via Internet stanno crescendo in numero e in complessità di mese in mese. Alla fine della vera e propria guerra di idee, proposte e tecnologie è probabile che non vi sarà un unico vincitore: non avremo un singolo strumento di pagamento telematico, ma una moltitudine di essi, proprio come nel sistema dei pagamenti in vigore nel mondo reale. Del resto, le esigenze da soddisfare sono numerose e ciascuno strumento si presta a coprire una determinata fascia del mercato dei pagamenti.

Lo sviluppo di questi sistemi e la nascita di nuovi standard dipenderà dal decollo definitivo delle attività di commercio elettronico via Internet anche in Europa, e dai bisogni strutturali che ne deriveranno. In una fase successiva è possibile che questi sistemi, grazie alla loro convenienza e rapidità, saranno utilizzati anche per processi di pagamento che non riguardano la vendita via rete.

Il passaggio è indolore?

Quando si traduce uno schema di pagamento progettato per il mondo reale nel suo corrispondente elettronico, è necessario considerare una serie di problemi determinati in gran parte dall'assenza di contatto fisico tra i diversi soggetti coinvolti. Su Internet, cioè, non possiamo essere in generale certi dell'identità della persona con cui stiamo comunicando. Questo fattore porta gli utenti della rete, e in particolar modo quelli italiani, ancora poco abituati a questo genere di operazioni, a diffidare dall’utilizzo di Internet in un ambito critico come quello dei pagamenti.

Si rende quindi necessario assicurare alle transazioni on-line un adeguato livello di protezione e sicurezza, requisito imprescindibile per tutte le soluzioni che vogliano imporsi sul mercato. Cerchiamo di mettere un po’ d’ordine nella selva di offerte esistenti e futuribili, operando una prima distinzione dei sistemi di pagamento elettronici impiegabili in rete in due grandi famiglie: i sistemi basati su soluzioni di tipo hardware e quelli basati su soluzioni di tipo software.

Alla prima categoria, conosciuta come stored value cards, sono riconducibili gli schemi di pagamento basati su carte prepagate. Il fascino di questo tipo di soluzioni risiede nella possibilità di utilizzare le carte per pagamenti di tutti i tipi, anche al di fuori di Internet: biglietterie, distributori automatici, al limite anche il giornalaio o il panettiere. Il grosso problema è che solo con uno standard univoco si potrà adottare la soluzione su piena scala e con i crismi di sicurezza adeguati, adattando le nuove generazioni di PC con lettori in grado di permettere il pagamento al semplice passaggio della carta.

La seconda categoria, che è quella verso la quale si sono rivolte la maggior parte delle attuali attività commerciali in rete, comprende una serie pressoché infinita di soluzioni, che potremmo distinguere in tre grandi classi:

I sistemi di pagamento off-line

Non dimentichiamo che molti dei siti di commercio elettronico permettono anche di pagare con sistemi più o meno tradizionali che non svolgono la transazione immediatamente. Sono i cosiddetti pagamenti off-line. Qualcuno sostiene che in questi casi è improprio parlare di commercio elettronico, ma noi non pensiamo che sia così: spesso la tipologia di business o la necessità di commerciare con interlocutori che non hanno gli strumenti, l’abitudine o la fiducia necessaria per procedere a pagamenti online indirizza gli operatori ad offrire, talvolta come alternativa, sistemi di pagamento più vicini alle abitudini del compratore.

È il caso di pagamenti per contrassegno o per vaglia postale nella forma tipica per il business-to-consumer e di pagamento via bonifico bancario a seguito della ricezione di una fattura nel caso del business to business. Attraverso la Rete si sceglie e si ordina il prodotto o il servizio, ma il pagamento avviene in anticipo, alla consegna della merce o alla scadenza prestabilita con il merchant.